Intervista a Danilo Cristian RUNFOLO

 

Intervista a: Danilo Cristian RUNFOLO a cura di Giulio Buonanno

 

 

Breve biografia: Danilo Cristian Runfolo, nasce a Messina il 24 Marzo 1972.
Completa gli studi di Tecnico Industriale per poi iscriversi alla facoltà di Economia e Commercio. È appassionato di informatica, fisica, matematica, psicologia e politica.
Si definisce un pasoliniano estremo che considera la solitudine intellettuale dell’uomo un dono, non la sua condanna , e si riconosce profondamente nel pensiero tormentato di Pier Paolo Pasolini, nella sua cupa visione della società e nella sua irreversibile deriva interiore che scaturisce da ogni forma di globalizzazione, sia essa etica, morale, politica o religiosa. Accanito lettore di Freud, Hesse, Baudelaire e degli ermetici Ungaretti, Montale e Quasimodo.  Ama Chopin e lo straordinario astrattismo visionario di Vladimir Kush.
Dice di sé: scrivere è un mero bisogno. E’ l’unico modo che ho per parlare a me stesso senza il bisogno, né il peso, di guardarmi allo specchio; ed è anche il modo migliore per dar voce ai personaggi peggiori ; persino di me.

Pubblicazioni: Il suo esordio come autore avviene nell‘ormai lontano 2002, quando pubblica il romanzo Rewind con la Montag Edizioni. In seguito pubblicherà un raccontro breve dedicato ai figli, È solo un treno. Nel 2017 scrive il romanzo autobiografico Lui è infinito, che sarà pubblicato entro i primi mesi del 2018 dalla GDS Edizioni, e Cento Passi, Delos Digital, in uscita il 6 febbraio 2018.. Al momento lavora a un nuovo romanzo rosa dal titolo Carrozza 3.

Un nuovo libro di  Danilo Cristian Runfolo dal titolo :Io sono Valeria – una puttana

 

Qual è  stata la scintilla che l’ha condotto a scrivere questo libro?

Una sera, di qualche mese fa, mentre ascoltavo in cuffia il solito Chopin, ho iniziato a fantasticare con la mente, cosa che faccio spesso e qualche volta mi perdo, e non so come, né perché, mi sono immaginato, in qualità di autore, a fare un‘intervista a una donna anziana, poi battezzata Valeria, che per tutta la vita aveva fatto la prostituta. L‘idea m‘è sembrata subito ottima, originale, e talmente aperta a mille direzioni che mi avrebbero permesso di veicolare determinate riflessioni profonde e del tutto personali.

 

Di solito trae ispirazione da fatti accaduti realmente o è tutto frutto della sua fantasia?
In questo caso specifico si tratta di una storia di fantasia, anche se, com‘è ovvio che accada, ho dovuto cercare nella memoria del mio vissuto dei punti di ancoraggio ai quali tenere ben salda la trama, per conferirle quella maschera di realtà credibile senza la quale non avrei potuto scrivere questa storia.

 

Ha dei punti di riferimento letterari?

Io leggo tutto, da Platone e Aristotele a Nietzsche e Kant. Non ho un riferimento letterario preciso che mi faccia da binario anche se, di solito, amo leggere storie vere, spaccati, anche violenti, di quella realtà che conosco e che, in passato, ho sofferto. Amo Pasolini e il suo sguardo impietoso a quel futuro che solo lui vedeva, e che oggi tutti viviamo Al momento, invece, apprezzo tantissimo la scrittura, intensa, netta e profonda, di Isabella Santacroce.

 Come definirebbe il suo libro?

Credo sia un romanzo gradevole, avvolgente e, per certi versi, commovente e devastante al tempo stesso. La storia di Valeria comincia dalla sua adolescenza e lì, senza remore, s‘inizia a scavare sulla sua sessualità, con uno sguardo diretto e sfacciato della protagonista che parla in prima persona e procede poi, nel corso degli anni, attraverso gioie e dolori, stupri e violenze che hanno riguardato anche la madre e che, in un modo o nell‘altro, segneranno la sua personalità, fragile e vulnerabile.

 

Chi è stato il primo a sapere di questo nuovo libro? Se sì, Come ha reagito?
Il primo a leggerlo è stato un amico e collega, che m‘ha tenuto al telefono per tre ore di fila. Era entusiasta e, dopo il finale tragicomico, persino commosso. Il commento che più ho apprezzato da parte sua è stato quello riguardante lo straordinario aspetto umano della protagonista che, a suo dire, in determinate scene è lacerante.

 Cosa ritiene più importanmte in questo libro? Quale messaggio vuole trasmettere?
Il messaggio che spero spassi da questa storia è legato alla straordinaria importanza del sapersi guardare dentro, riuscendo ad analizzare e capire il nostro io più profondo e poi accettarlo. Valeria ci riesce ma lo fa tardi: lo fa a settant‘anni suonati, quando il sipario grigio inizia lento a calare, e proprio di queso si rammarica molto.

 

In quest’opera ha dato vita a un personaggio che ama particolarmente o che si avvicina molto alla sua persona?

Sì! Il carattere di Valeria Puglisi è senza dubbio il mio, come lo è la sua visione generale delle cose e lo sguardo disincantato attraverso il quale osserva e percepisce il mondo, la vita e l‘amore. L‘unica differenza tra noi è che lei è donna e che io non ho ancora fatto la puttana.

 

Perchè ha scelto questo titolo?

Volevo un titolo semplice, chiaro, diretto ed esplicito. Credo di averlo trovato, ed è stato anche il primo, provvisorio e definitivo.

 Quanto tempo ha impiegato per portare a termine la sua opera?

L‘ho scritto in un paio di mesi.

Ha dovuto aspettare molto per pubblicarlo?

No. L‘ho inviato subito alla Eroscultura.com e l‘editore Daniele Aiolfi mi ha suggerito alcune modifiche e qualche taglio, che ho accettato senza problemi e con l‘umiltà che dovrebbe avere ogni autore esordiente. Infatti, la mia pubblicazione del 2002 con la Montag Edizioni la considero una breve parentesi e l‘inizio, appena accennato, di quella che poi, nel tempo, è diventata la mia narrazione.

Ha mai avuto intenzione di creare un sequel a partire da una sua opera? Se sì, a quale?
Sto lavorando a un rosa/romance col quale parteciperò a un concorso letterario il prossimo gennaio. In questo caso, trattandosi delle tormentate vicende sentimentali di una coppia sposata e non più giovanissima, forse, potrei prendere in seria considerazione l‘ipotesi di dare un seguito alla vicenda che, sebbene completa nella trama, lascia mille spunti a una eventuale riapertura.

 Ha altri progetti nel cassetto? Può regalarcene un’anteprima?

Beh, dopo Io sono Valeria, Lui è infinito e Cento Passi, lavoro a un nuovo romanzo rosa e un altro racconto erotico. Vedremo!

 

Cosa le piace di più?

Io amo viaggiare. Vorrei poterlo fare in continuazione e girare il mondo intero. Asia e Africa in particolare.

Cosa non le piace?

Parecchie cose. Diciamo che, tra tutte, detesto l‘ipocrisia, la banalità e, più in generale, la superficilaità nei rapporti umani.

 

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

Certo,è il motto del mio blog: Nero non è solo il colore che indosso; nero è il colore che sono, perché il buio è la sola luce che amo. Blog personale: https://criss.altervista.org

 Qual è il libro che ha letto negli ultimi anni e che gli è piaciuto di più?

Qualche mese fa ho letto, anche se parecchio in ritardo con la sua pubblicazione, Zoo, di Isabella Santacroce, autrice che non conoscevo e che, ora, ammiro tantissimo. Subito dopo aver conosciuto l‘editore della Eros Cultura ho letto il suo strepitoso Incesto, che mi ha molto emozionato, e Il clitoride càtaro, altro erotico publbicato dalla stessa C.E e che, in determinati passaggi, ha fatto arrossire anche la mia più perversa immaginazione.

Cosa reputa fondamentale nella sua vita?

L‘amore, in ogni sua forma: quello per me stesso, quello per la mia famiglia, quello per la vita.

 

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